Cultura, Tradizioni e Turismo

 

 

Arrivando a Ponte in Valtellina, è possibile organizzare una o più giornate di escursioni e visite al paese e ai luoghi naturalistici che lo circondano assaporando le bellezze culturali ed ambientali unite alle produzioni tipiche – enogastronomiche e non – che fanno di questo antico borgo uno scrigno di tesori frutto dell’operosità e dell’ingegno dell’uomo.

 

In nessun’altro paese della zona, è possibile trovare una così grande ricchezza di prodotti della terra e dell’artigianato: culla privilegiata da fattori climatici eccezionali, questo territorio offre i meleti più famosi della provincia, un vero e proprio spettacolo in primavera quando proprio in questo contesto si svolge la gara internazionale di corsa su strada “Ponte in fiore”, manifestazione sportiva di altissimo livello che fa da corollario alla omonima e ricchissima manifestazione organizzata dalla Biblioteca Comunale che da sempre, con un ricco calendario porta a Ponte tantissimi artisti e turisti.

 

In tavola, a Ponte, trovano spazio l’ uva e i pregiati vini prodotti sul soleggiato versante retico, miele e frutti di bosco, i formaggi locali e il piatto principe di queste valli, i pizzoccheri; e ancora, gli sciaatt ( “rospi “ di farina di grano saraceno ripieni di formaggio e fritti nell’olio ), la polenta della tradizione, la minestra di duméga ( orzo ), il pan di segale (tipico quello di Berùla) e i dolci “poveri” di un tempo.

 

Accanto alle prelibatezze della cucina – da gustare attraverso itinerari che partendo dalla lavorazione delle materie prime arrivano fino alle degustazioni nelle trattorie, negli agriturismi e nei ristoranti – meritano un’osservazione attenta le attività dell’artigianato e dell’arte, patrimonio di una civiltà contadina che tutt’oggi conserva radici profonde.

Presso il Museo di Ponte in Valtellina ( visitabile durante i normali orari d’apertura oppure prenotando una visita presso la biblioteca o il comune ) è possibile scoprire tutti i segreti della produzione di burro e latticini, i processi di vinificazione, le attività agricole, le fasi di filatura e tessitura della lana e della canapa e i ritmi della vita domestica dei secoli passati.

Da non perdere il fiore all’occhiello delle lavorazioni artigianali pontasche: la tessitura dei pezzotti, i tipici tappeti realizzati al telaio con ritagli di lana e cotone che hanno la loro antica origine nel suggestivo nucleo rurale di Arigna: nel piccolo abitato del versante orobico è ancora oggi possibile ammirare il lavoro di mani abili ed esperte che tessono ancora i pezzotti secondo tradizione.

 

Nella bella stagione, ma anche lungo i mesi autunnali che regalano colori, sapori e profumi di fascino incomparabile, Ponte offre al visitatore la possibilità di passeggiate ed escursioni adatte a tutte le esigenze e a tutte le capacità: il territorio è ricco di specie sia animali che vegetali da osservare in un contesto ambientale privilegiato, non a caso parte del territorio è inserito nel Parco naturale delle Orobie Valtellinesi.

Avendo qualche ora a disposizione, merita senz’altro una visita il percorso botanico, un vero e proprio museo naturalistico a cielo aperto ai margini del paese che si spinge fino al torrente Ron e oltre: grazie alla favorevole conformazione del luogo, anche il turista meno esperto può apprezzare il camminamento creato nel bosco dove è possibile osservare da vicino faggi, conifere, frassini, betulle, pioppi, castagni, ciliegi e siepi di biancospino, prugni e larici, rododendri, ginepri e licheni.  

Durante l’estate, camminando dalle 3 alle 4 ore senza dover affrontare particolari difficoltà, è possibile effettuare una delle escursioni più belle della zona percorrendo tutta la Valfontana per arrivare fino alla Capanna Cederna – Maffina ( 2583 m.), nel versante orobico, si arriva alla Resnati, alla Corti, poste sulle ascese del Pizzo Coca.

Durante l’inverno gli amanti dello sci alpinismo trovano in Val d’Arigna e nella zona di San Bernardo percorsi ideali lontani dallo stress quotidiano.

 

Per gli amanti dell’arte e della cultura, l’itinerario più avvincente è quello che ognuno può tracciare e seguire secondo i propri interessi e andando alla scoperta di piccoli e grandi gioielli nelle chiese  e nei palazzi che costellano il paese.

La storia di Ponte è scritta negli affreschi, nei quadri e negli stucchi, nelle decorazioni barocche che è possibile ammirare negli edifici architettonici principali ma anche nelle testimonianze più nascoste fra i vicoli e nei cortili del centro.

La visita più classica inizia dalla chiesa della Madonna di Campagna – all’ingresso del nucleo abitato – costruita nel XVI secolo; poi, dopo Piazza della Vittoria e i bei palazzi nobiliari della parte antica, sosta alla chiesetta della Madonna del Buon Consiglio, uno dei più interessanti oratori settecenteschi in Valtellina e tappa alla Parrocchiale di San Maurizio in Piazza Luini dove domina anche la statua del Piazzi, celebre astronomo al quale và attribuita la scoperta dell’asteroide Cerere.

Da non dimenticare la “Gesa in int” ( lett. Chiesa in dentro ), quella Sant’Ignazio e la “Gesa in fò” (lett. Chiesa in fuori ), punti cardine della storica suddivisione del paese in base ai campanili.

Completa il circuito il Museo Parrocchiale nel quale sono conservate opere e documenti che narrano oltre mezzo secolo di storia religiosa e civile della comunità pontasca.

Non può mancare infine la visita alla piccola frazione di Sazzo dove, sorge il Santuario dedicato a San Luigi Gonzaga; del XVII secolo è considerato uno dei monumenti più rappresentativi del barocco in Valtellina.

 

Nel tempo Ponte è stato luogo di soggiorno e ispirazione di personaggi illustri del panorama culturale e politico, dell’arte e della cultura: poeti, pittori, scrittori e uomini di impresa.

Fra gli altri hanno lasciato il segno uomini come Antonio Cederna – nato a Ponte nel 1841 – figura di spicco nelle attività commerciali ma anche profondo conoscitore e sostenitore del patrimonio culturale locale che diede un prezioso contributo allo sviluppo del paese; qui nacque nel 1925 Libero Della Briotta, pioniere della frutticoltura locale e parlamentare socialista; e ancora a Ponte vissero lo zoologo Renzo Giuliani, Guido Giucciardi, esponente della politica valtellinese durante la dominazione dei Grigioni, gli esponenti delle famiglie Quadrio e Piazzi.

Nelle vie del centro si possono ammirare le dimore nobiliari in cui vissero i personaggi illustri e le testimonianze della gratitudine e dell’ammirazione riservata loro dalla gente del posto.

 

Nei fine settimana e nei periodi di maggior afflusso turistico, le oltre 20 associazioni che operano sul territorio organizzano eventi culturali e di intrattenimento di ogni genere: dalle mostre alle esibizioni musicali di cori e bande, dagli appuntamenti con il folklore agli incontri di letteratura, dalle proiezioni sulla montagna alle visite guidate; in ogni periodo dell’anno Ponte in Valtellina offre numerosi spunti di approfondimento e conoscenza della realtà locale e non solo.